La Rivoluzione Democratica

Rivoluzione democratica: un metodo nuovo di interpretare la realtà e proporre soluzioni.
Una rivoluzione non urlata che parlerà il linguaggio della semplicità, della trasparenza, della competenza, della partecipazione.
Una rivoluzione di sistema e di pensiero che possa consentire di ritornare e restare in questa terra meravigliosa, che possa raccogliere e rilanciare le esigenze delle realtà produttive, rilevare e ripristinare equilibri ambientali, che sappia riappropriarsi della qualità della vita e rivivere la Basilicata. Acchiappando i sogni di tante lucane e lucani rendendoli possibili qui e non altrove.

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Settembre 2013

Basterebbe il ricordo degli abbracci dei miei figli sul palco del Don Bosco e quelle lacrime inattese e impreviste sulla mia faccia a dire con quanta passione abbia vissuto le mie scelte e, oggi posso dirlo, le mie vittorie da quando ho scelto di cominciare, prima ancora dentro me stesso, questa rivoluzione.
Le primarie sono state, di sicuro, l’avventura politica più avvincente della mia vita. La candidatura e quella vittoria che sembrava impossibile. Chilometri infiniti, mani da stringere e facce da ricordare in una campagna elettorale che ha significato per me, quasi una seconda giovinezza. Senza sosta, senza riposo, in una sfida dopo l’altra.

 

E alla fine ä stata #rivoluzionedemocratica. (18 novembre)

Novembre 2013

Ho cercato il confronto e il dialogo, con gli elettori e con i miei competitor. Non mi sono sottratto alle domande più complesse preferendo la chiarezza e la sincerità. In una campagna elettorale strana, “invernale” in molti sensi, ho presentato il programma elettorale del centro sinistra, la mia visione della Basilicata del futuro, ho parlato ai giovani, ai padri, alle donne, ai lavoratori.
Mi hanno ascoltato e hanno scelto di darmi fiducia. Il 59,60% dei lucani, 148.696 cittadini, mi hanno scelto quale loro presidente.
Ma è soprattutto a chi non ha deciso di farlo ed anzi ha negato fiducia all’intera classe politica lucana segnando un elevatissimo dato di astensione, che mi sono rivolto dal primo momento. E’ il loro consenso che bisogna recuperare, restituendo alla parola ‘politica’ il valore alto e il significato che le è proprio.

 

lasquadraDicembre 2013

Nel solco di questa rivoluzione scelgo quattro assessori che rappresentano discontinuità, competenza, merito. Quattro professionisti, eccellenze di respiro internazionale, non lucani, è vero, ma sono convinto che le qualità e la maturità professionale non abbiano confini né appartenenze. Per questo i quattro nuovi componenti della squadra di governo lavoreranno per questa regione come fosse la propria regione.
C’è da programmare, riformare, ricostruire in fretta. Che c’è bisogno di ritrovare autorevolezza, credibilità e concretezza. Un peso e una voce in Europa.
Ci sono macro emergenze e criticità che vanno affrontate e risolte con metodo, visione e strategie nuove, forti di risultati già testati e di relazioni consolidate. Quello che cambia, da oggi, è l’approccio alle questioni, che sarà più libero e più moderno. La rivoluzione democratica è cominciata.