Evento “Industria 4.0”, l’intervento di Pittella

“Se c’è una regione che riparte, un Mezzogiorno che recupera numeri negativi, è perché c’è un intero Paese che è ripartito, grazie alle politiche del governo nazionale. Non è solo una questione di simpatia nei confronti del premier Renzi. Ma è un dato oggettivo, il fatto che per 40 anni non siano state fatte grandi riforme di sistema, che oggi invece, dopo due anni di un’azione politica e programmatoria sono diventate realtà”. Lo ha detto il governatore lucano, Marcello Pittella, rivolgendosi al ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda ed intervenendo questo pomeriggio – al Centro per la creatività “Cecilia” di Tito – all’evento dal tema “Industria 4.0 per lo sviluppo della Basilicata”, promosso da Confindustria Basilicata e Pensiamo Basilicata. 

“La nostra – ha evidenziato il governatore – è una regione sana, resiliente, che consegue traguardi straordinari grazie ad uomini che fanno grandi sacrifici, ad un gruppo dirigente, nelle istituzioni e nel mondo che produce, che si è fatto strada in Italia, in Europa e nel mondo. Abbiamo grandi realtà industriali nella meccanica di precisione, nell’osservazione della terra, nell’agroalimentare di qualità e nell’automotive. Al ministero Calenda – ha detto ancora Pittella – consegno il bisogno e la volontà di procedere nel solco tracciato dal governo nazionale, nel tentativo possibile di raggiungere cifre di sviluppo significative. Ben venga l’atteggiamento di Confindustria e di Pensiamo Basilicata, che provano a creare animazione, a mettere in campo proposte, che provano a costruire e lo fanno con la politica, con le istituzioni, con l’associazionismo e con i cittadini. Con loro – ha detto ancora – abbiamo provato a rilanciare e a ricostruire un patto che recuperasse questa nostra regione, risollevandola dalle macerie, tanto da farle conseguire risultati straordinari. Mi rivolgo particolarmente a questa parte di società, perché per costruire sviluppo e vincere le sfide di questo tempo abbiamo bisogno di muratori, di carpentieri specializzati e non di chi demolisce. Abbiamo necessità di maggior autostima, di crederci. Poco conta se in Italia come in Basilicata c’è una piccola dose di sciacallaggio, direi quasi fisiologica: a tutto questo non dobbiamo guardare. Non è con la guerra tra poveri e con il linciaggio comunicativo che vinciamo la sfida di rilancio della nostra regione”. 

“L’Industria 4.0 – ha continuato Pittella – è un segmento importantissimo, che può aiutare molto una Basilicata che già ha raggiunto risultati importanti. La nostra è la terra delle start-up. E’ la regione che prende 120 milioni dei fondi strutturali e li investe nei Pia, che con l’aiuto dei privati generano un movimento finanziario di 400 milioni, e creano 1700 nuovi assunti. Il 74 per cento della popolazione lucana è coperto dalla banda larga, uno degli strumenti indispensabili perché l’Industria 4.0 possa creare valore aggiunto. Non abbiamo risolto tutti i problemi, ma siamo riusciti a fare un passo in avanti, a rendere possibili 12.500 assunzioni in due anni e a ridurre la disoccupazione portandola al 13 per cento. La Basilicata è la seconda in Italia su digitale e su scuola digitale. Siamo soddisfatti. E possiamo dire di averci provato, con l’aiuto del governo nazionale e con la collaborazione del ministro Calenda. Passiamo dal fallimento del Federalismo, ad una fase in cui possono emergere le Regioni che vogliono fare, che chiedono al governo nazionale attenzioni normative e non denaro. Come Basilicata vogliamo diventare capofila e simbolo di un valore aggiunto. C’è un bellissimo film italiano dal titolo “Io non ho paura”. Al ministro dico che questa regione non ha paura. La Basilicata ha deciso di cambiare, di modificare il paradigma, di imporsi per le cose positive che fa, di consolidare il suo intervento, ignorando chi sfila di notte – ha concluso – quello che si tesse di giorno”. 

Dopo il discorso del presidente Pittella è intervenuto il ministro Calenda, che si è a lungo soffermato sulle politiche del governo nazionale in tema di innovazione tecnologica e rilancio dell’impresa. “La nostra – ha detto Calenda – è una rivoluzione potente, che si declina in una serie di tecnologie: un modo nuovo di vedere l’industria, che punta sugli investimenti e sulle competenze, che impatta a 360 gradi non solo nei mezzi di produzione, ma nell’intera filiera. Il nostro piano è tecnologicamente neutro, non va per settori: è un programma snello e veloce. Abbiamo intenzione di aumentare gli investimenti privati con dieci miliardi di euro. Di incrementare la spesa per l’innovazione con 11,3 miliardi di euro. Ci sono poi il piano per la banda ultralarga, l’interesse verso gli istituti tecnici e verso la ricerca. Abbiamo cambiato poi la natura del fondo di garanzia per i prestiti alle piccole e medie imprese, cercando di andare incontro alle realtà meno grandi: ci metteremo un miliardo, che garantirà movimenti per 25 miliardi di euro. La stagione degli incentivi a bando è conclusa. Ma ci saranno agevolazioni fiscali e si darà più tempo per completare gli investimenti. Siamo in una fase in cui c’è ancora grande timore, in cui l’intelligenza artificiale fa paura. Lo stesso succede sulla globalizzazione. Siamo stati bloccati negli anni da un dibattito ideologico, senza una discussione sulla crescita. La via d’uscita c’è, ed è una governance forte, di istituzioni centrali e locali forti. Come c’è bisogno di trasparenza nei confronti dei cittadini”. All’incontro, coordinato dalla giornalista Margherita Sarli, hanno dato il loro contributo anche il presidente di Confindustria Basilicata, Pasquale Lorusso e il coordinatore di Pensiamo Basilicata, Paolo Laguardia. 

“Stiamo vivendo – ha detto il presidente Lorusso – una fase di transizione verso la digitalizzazione della produzione: l’Industria 4.0 è il modello da applicare alle nostre imprese. Con i nuovi modelli si possono creare nuovi spazi imprenditoriali, realizzare obiettivi di efficacia e di efficienza a livello di costi e profitti. La velocità e l’immaterialità della comunicazione saranno un fattore chiave: si ridurranno le asimmetrie informative lungo la catena produttiva, sarà possibile monitorare il flusso di domanda e adeguare i modelli di produzione e la logistica. Si ridurrà il consumo energetico dell’impresa. Il mondo produttivo lucano – ha detto ancora – non vuole rimanere indietro, ma giocare la partita dell’innovazione tecnologica mettendo in campo tutte le proprie energie”. Il coordinatore di Pensiamo Basilicata Laguardia, ha auspicato una sorta di “vertenza Basilicata”. “L’Italia – ha spiegato – deve diventare il luogo dell’innovazione: per questo il lavoro svolto da Renzi e dal ministro Calenda – ha evidenziato – non è da poco. L’Industria 4.0 è la nuova declinazione del cambiamento: è il salto tecnologico, ma anche di mentalità e di cultura che devono compiere le nostre imprese. La Basilicata è terra orgogliosa e accogliente, laboratorio di innovazione e di competenze straordinarie, che non vuole rinunciare a nessuna sfida rivolta il futuro e che vuole accelerare i suoi passi verso il cambiamento e le riforme”. 

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