Accorpamento dei laboratori di analisi pubblici

Unknown
L’accorpamento dei laboratori di analisi pubblici che eseguono meno di 200 mila prestazioni all’anno è il frutto di una legge dello Stato del 2010, che la Regione Basilicata è stata costretta a recepire con la legge di bilancio di quest’anno. Se non l’avessimo fatto, la sanità lucana avrebbe subito una perdita secca di almeno 25 milioni di euro. Una sciagura. Per di più ingiustificata, perché l’accorpamento dei laboratori pubblici in alcuni Ospedali delle province di Matera e Potenza produrrà semplicemente una azione di razionalizzazione e un miglioramento dell’offerta sanitaria per i cittadini.
Non vi saranno disagi per l’utenza. E soprattutto nessuno perderà il posto di lavoro. Per cui, nel mentre ho convocato, d’intesa con l’Assessore alla Sanità Flavia Franconi, un incontro operativo con i sindaci dei Comuni interessati per lunedì prossimo a Potenza, presenti i vertici delle Aziende sanitarie di Potenza e Matera, faccio fatica a comprendere l’azione di protesta messa in atto in queste ore dal sindaco di Tricarico. A meno di ragioni politiche che mi sfuggono, non riesco ad intravedere nello sciopero della fame e della sete annunciato dal sindaco Marchisella una motivazione istituzionalmente condivisibile. Contro cosa si sciopera, mi chiedo, se i cittadini di Tricarico, come degli altri Comuni interessati, continueranno, come prima, in caso di necessità, a rivolgersi al proprio ospedale di riferimento e tutti gli operatori sanitari in servizio continueranno regolarmente a lavorare?
Mai come in questo momento è necessario piuttosto far prevaler il rispetto delle regole e il senso dello Stato, soprattutto da parte di chi amministra la cosa pubblica.